La nostra storia : VILLA ARCO

Immersa nel verde dell’Oltrepò Pavese, Villa Arco è una nuova Comunità Alloggio nata nel comune di Zenevredo. Perfetta per ospitare anziani soli e in coppia che non vogliono rinunciare ai propri interessi e alla compagnia usufruendo del supporto sanitario ad ogni ora del giorno.

Costruita ex novo, la struttura è totalmente priva di barriere architettoniche ed è dotata di un ampio giardino in cui è possibile svolgere attività ricreative all'aperto o semplicemente godersi il panorama.

Franco, il gestore, insieme alla compagna Silvia ci raccontano la loro storia, iniziata con un sogno ormai felicemente realizzato 

Franco, quando è nata Villa Arco?

«Villa Arco è stata inaugurata cinque anni fa, l’8 marzo 2016, il giorno della Festa della Donna».

Silvia, com’è composto il vostro staff?

«Attualmente, a pieno regime, il personale assistenziale è composto da me, mia cognata e otto operatrici. A queste dieci persone si aggiungono altre figure, come il fisioterapista all'occorrenza, l’animatore, la donna delle pulizie e altri professionisti indipendenti».

La vostra struttura, sebbene di nuova costituzione, ha una particolarità…

«Sì, è una 12+12. È stata costruita interamente da zero, con lo specifico intento di destinarla a questo scopo. Quindi non vi era una struttura preesistente, ristrutturata o magari riadattata. Ogni specifico spazio è stato progettato sulla carta sia per essere interamente compatibile con la normativa vigente, sia per poter garantire ampi spazi senza barriere architettoniche. Ad essere sinceri, a livello strutturale, Villa Arco ha tutte le caratteristiche per ospitare una RSA, anche se poi abbiamo deciso di gestirla come CASA».

Cosa vi ha spinti ad investire in questo settore e a vivere personalmente questa esperienza?

«La passione. Veniamo da famiglie che hanno sempre avuto cura dei loro anziani e che mai avrebbero voluto mandarli in una struttura non adatta. Questo ci ha spinti a progettare Villa Arco interamente a misura di anziano, tutte le caratteristiche essenziali che avremmo voluto vedere in una residenza nella quale noi stessi avremmo voluto vedere i nostri nonni».

Come vivete il vostro lavoro e com’è il rapporto con i vostri ospiti?

«Villa Arco ha una gestione familiare, sia con i nonni che con i dipendenti. C’è uno stretto contatto anche con le famiglie dei nostri ospiti.

Noi partiamo con il presupposto che se una persona si trova bene nell’ambiente lavorativo riesce a svolgere al meglio le sue mansioni e questa serenità si riflette anche sull’ospite. Bisogna capire che lavorare con gli anziani non è facile, serve avere una certa empatia e grande capacità di gestire la pressione.

Questo lavoro, alla fine, è una missione. La soddisfazione la percepiamo anche negli ospiti di una certa età che frequentano Villa Arco solo per brevi stagioni: alcuni prendevano questo periodo come una vera e propria vacanza, ringraziandoci a fine soggiorno, come se avessero lasciato un albergo. La voce è circolata velocemente e per questo veniamo spesso contattati per soggiorni estivi.

Abbiamo notato che i nostri ospiti, dopo un breve periodo iniziale di adattamento, riprendono ad aver fiducia in sé stessi, migliorando anche la loro condizione fisica, igienica ed estetica: per esempio, diverse signore hanno ripreso a truccarsi e a vestirsi in modo elegante e ordinato. Per noi questo è uno dei segnali che ci indicano che stiamo svolgendo un ottimo lavoro e che lo stare insieme ad altre persone aiuta a rendere migliori le giornate di un anziano che magari, in precedenza, trascorreva il suo tempo in solitudine».

Villa Arco nasce nel 2016, ma può essere considerata una struttura storica di AIRA. Come si è evoluta la vostra attività in questi cinque anni?

«Siamo stati tra i primi ad entrare nell’associazione, quindi possiamo affermare di essere “cresciuti” insieme ed aver vissuto in simbiosi l’evoluzione di questo settore, che in cinque anni ha fatto grandi passi avanti. Prima di costruire Villa Arco abbiamo girato diverse strutture, prendendo spunto dal meglio e soffermandoci sui punti deboli, in modo tale da evitare di commettere tali errori.

Per esempio, la vecchia normativa non prevedeva un bagno ogni due persone ma noi, in previsione di una futura normativa, avevamo già ideato ogni stanza con un bagno dedicato. Per questo, quando è uscito il nuovo decreto, non abbiamo dovuto fare nulla per adattarci. Questo “anticipare i tempi” non è stato voluto solamente dal fatto di non voler fare ulteriori lavori in un secondo momento, ma semplicemente ci eravamo resi conto che i vecchi parametri non erano sufficienti per garantire certi standard per il soggiorno degli ospiti. Secondo noi gli anziani vanno accompagnati in modo tale da dover loro garantire una certa dignità e un certo stile di vita».

Quindi, anche se di recente costruzione, intendete ampliarvi ulteriormente, nel prossimo periodo?

«Assolutamente sì, perché Villa Arco è stata edificata su due piani ed inizialmente volevamo ampliare la CASA anche sul piano superiore. Però, in base alla normativa vigente, abbiamo raggiunto il numero massimo consentito di ospiti. Sappiamo che si sta discutendo per creare una nuova offerta sociale, non ancora ben delineata, che potrebbe adattarsi benissimo alle nostre esigenze. Ci piacerebbe creare delle stanze singole, delle vere e proprie “suite” con spazi più ampi in cui vivere al meglio la giornata con maggiore privacy: questa idea nasce anche dalle varie richieste che ci vengono fatte dagli ospiti e dalle loro famiglie».

Concludendo, costruzione ex novo a parte, qual è la caratteristica o la particolarità che più caratterizza Villa Arco e la rende diversa dalle strutture medie del vostro settore?

«Tra le tante particolarità, ci piace sottolineare che svolgiamo attività ricreative, con un laboratorio creativo con il quale riescono a tenere occupata la loro giornata in spensieratezza. Per esempio, per Natale hanno creato da soli i regali per i loro figli, non potendo uscire a comprarli per colpa del Covid. Ci piacerebbe anche avere una sorta di mercatino in cui vendere le loro creazioni e poter devolvere il ricavato ad alcune associazioni. È un progetto a cui stiamo lavorando.

Prima del Covid, Villa Arco aveva un grande punto di forza: non avere orari prestabiliti per le visite dei parenti. Noi non abbiamo nulla da dover nascondere e per questo riteniamo che se un figlio abbia la necessità, per impegni o per motivi di lavoro, di dover far visita al genitore ad orari non “di ufficio”, non vediamo il motivo per cui non possa farlo. Può passare quando vuole, come se lo andasse a trovare presso la propria casa. Ammettiamo che questo per noi è un grosso impegno, che potrebbe causare anche rallentamenti sul lavoro: dobbiamo però congratularci con i parenti, perché non abusano di questa possibilità e non vengono a far visita ad orari assurdi. Purtroppo, con le nuove restrizioni sanitarie, questa possibilità è stata a malincuore sospesa».

 

Sito: VillaArco.com     Booking LaCasadiRiposo.it